Il valore e il fine dell’educazione

In relazione al precedente post e alla discussione maturata, propongo una seconda riflessione, sul valore dell’educazione, a partire dalla testimonianza di Anna Maria Feder Piazza (1933-1987), figura storica dello scoutismo italiano e trevigiano in particolare (La citai già nel post dello scorso 19 Dicembre: Giocare il Grande Gioco):

“Ma la coscienza non è un organo come il cuore e i polmoni che crescono con il crescere dell’individuo; all’inizio è un’energia spirituale anzi è il centro propulsore di tutte le nostre energie spirituali; perché assolva alla sua funzione cioè perché esista come luogo della sintesi delle attività del nostro spirito essa va coltivata. Questo è l’unico fine dell’educazione: restituire a ciascuna se stessa perché ognuno possa crescere fino alla fine, realizzarsi nella sua pienezza, scoprire la propria avventura e viverla come tale.”

 

Per chi volesse approfondire l’argomento e il pensiero di Anna Maria Feder Piazza, consiglio la lettura di questo suo altro scritto: “Ognuno di noi ha un messaggio destinato a un’altra persona.

7 commenti su “Il valore e il fine dell’educazione

  1. se si tocca l’Anna (mia capo spirituale nel senso che non l’ho fisicamente conosciuta) l’intervento deve essere quasi sacro e perfetto.
    la foto scelta non è delle migliori..
    ce ne sono molte più belle di Anna coi suoi amati cani per esempio!
    o con Checco o il quadro “in giardino senza di te” fatto da Checco quando lei è scomparsa, un fiore giallo, non dei rami secchi..
    ad ogni modo per conoscerla meglio, più che citare la lettera dove hai estrapolato il testo (mi stupisce che un uomo si legga quelle lettere! bravo!)
    citerei il libro “il Vento e la Roccia” di Mazzuccato per la recensione migliore rimando a http://www.scoutstreviso.org molto più completo.

    Per il tema in se l’ortica che è in me trova commento/provocazione in questo:
    un educatore dovrebbe arrivare a quanto da te sottolineato maturando che le persone sono diverse da se stessi (educatori) e quindi da ciò che gli altri si vorrebbe facessero o dicessero a nostro piacimento (questo in generale nella vita), invece il segreto è “accettare come sono le persone” come citava già farfalla con parole che condivido.
    quanto da te sottolineato poi si può collegare a globalizzazione e unisex in particolare rosa, ma facciamo notte e non è la sede di parlar di cose rosa qui.
    Saluti

  2. invece il segreto è “accettare come sono le persone”

    BP. direbbe forse il famoso “Ask the boy”: ascolta e capisci di cosa ha bisogno il ragazzo. Il semplice accettare secondo me non è sufficiente ad un educatore, il quale deve essere un ottimo osservatore che riesce a cogliere il 5% di buono che c’è almeno in ognuno e aiutare così la persona a farlo fruttare.
    Altrimenti impariamo solo a convivere insieme (per la carità, oggi giorno già un traguardo per chi non sa accettare le regole comuni e il diverso) ma non si impara a crescere e migliorare…non pensi?

  3. vista così non ci avevo mai pensato e hai ragione, per me accettare era inteso non volere cambiare le persone come le si vorrebbe

  4. detto così ha un altro senso e ti do ragione, per me accettare è importante perchè è in contrasto con chi vuole imporre.. sai uno scoutismo più di massa e meno per il singolo

  5. Molto belli questi spunti Andre.
    Saluto anche questa Agnese Paola che vedo che si fa sentire molto ultimamente e che non scrive boiate.
    La mia esperienza di educatore (anche se non seguo più ragazzi da svariati anni, sob sig!) mi dice che ascoltare è la prima cosa che serve ma pure avere una vlida proposta. E non avere paura nè di lanciare temi forti, nè di farsi aiutare a trattarli non superficialmente. Troppa superficialità oggi quando invece c’è sete di un messaggio che non resti altrettanto superficiale.
    E’ anche vero che i ragazzi vengono perchè si trovano bene in gruppo, ma si può non vedo perchè no? sfruttare il clima buono per lanciargli messaggi buoni…….

    Ciao e presto!
    Fra

  6. Ciao Frae! grazie del saluto :)
    anche se il proprietario del blog è passato a nuovo tema cito questa dell’Anna perchè secondo me merita una lettura:

    Spesso non ci rendiamo conto che l’essere chiusi o aperti è un fatto interiore e non dipende affatto dall’ambiente esterno che ci accoglie. Io, per parte mia, posso solo dirvi che sono quasi vent’anni che faccio un Servizio di Capo nello Scautismo. Se non fossi stata così impegnata forse avrei potuto realizzare mille altre cose: continuare a studiare danza e pianoforte, prendere una altra laurea, fare parecchi concorsi, tenere cicli di conferenze di arte o di morale, però, quando guardo indietro e conto le lacrime che ho asciugato, i sorrisi che ho visto sbocciare, gli sforzi che ho visto compiere da tanti ragazzi per essere migliori, se penso a quante volte ho usato di me stessa come strumento per far conoscere Cristo, so di aver contemplato migliaia di miracoli stupendi. Così se tornassi indietro, rifarei daccapo tutto quello che ho fatto, con buona pace di tutti i ben pensanti, per poter dire, come posso dire, di essere una persona profondamente felice.

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