La banale perfezione

Dal blog di Divulgazione Scientifica e Astronomica Tuttidentro (legato alla omonima trasmissione radio), leggo questo pensiero dell’artista Carmine Scalzi:

“Chi si spinge con lo sguardo molto in alto, in profondità verso un estremo, non sta facendo altro che spingersi verso il contrario, verso l’opposto: chi guarda molto in alto sta guardando anche in basso.

Questo vale in tutti i campi dello scibile e di tutto quello che si vuole conoscere, non solo nell’astronomia o nella filosofia. Ad esempio, nella recitazione, non ti possono insegnare solamente i caratteri “buoni”, perché per arrivare al buono, devi capire anche il cattivo, che è il contrario… Buono e cattivo fanno parte della stessa faccia. Come la vita e la morte. Se guardi la vita, pensi alla morte, se guardi la morte pensi alla vita”.

Nella vita è importante porsi obiettivi ed ideali alti. Il sottoscritto è uno che non si accontenta. Mai. Eppure tanto più si punta in alto tanto più emerge il nostro limite, la nostra fragilità, la nostra pochezza di esseri non onnipotenti, ma limitati.

Il perfezionismo può essere un processo che si autoa-limenta senza avere mai fine, capace di innescare non solo sconforto, ma anche distruzione. Proprio come un processo di Fisica nucleare: se diviene incontrollato, il perfezionismo genera una bomba che annienta ogni rapporto umano, isolando l’uomo che ha sganciato la bomba che spazza via ogni imperfezione: egli resta solo, coi suoi rimorsi, i suoi sensi di colpa, con l’eterna imperfezione che sarà sempre in lui.

C’è solo un modo di venirne fuori, di far sì che la sete di bello, di assoluto, di verità, di perfetto (di per sè positiva) non diventi un laccio teso per gli altri o un cappio al collo per se stessi: l’accoglienza, la gratitudine, l’apertura a chi ci tende la mano per dirci, oggi e sempre:

«Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
(2Cor 12,9)

Questo il cammino di questi miei tormentati giorni… Solo così, con l’amore e la grazia,  si potrà fare – come dice l’adagio cinese – qualcosa di più della “banale perfezione”…

Andrea

8 commenti su “La banale perfezione

  1. Grazie Andrea! Ho sistemato un link sotto il post in modo che anche i miei cinque lettori potranno entrare nel tuo blog e leggere quello che la frase di Carmine Scalzi ti ha ispirato.
    Un caro saluto. A presto!

  2. Dimenticavo… Stamattina ho sistemato una frase di Feynman sul Blog di Tutti Dentro… L’ho trovata per caso ieri sera, prima di leggere il tuo commento. Forse anche questa ti darà ispirazione?
    Bacione.

    Sabrina

  3. a puntare in alto non c’è nulla di male, lo dice un falco..
    però non si può vivere perennemente in cielo, si deve tornare a terra,
    per riposare le ali e cibarsi
    io penso che se una persona sbaglia e ha l’umiltà di accorgesene,
    tanto più ammetterlo non può che non essere perdonato.
    nei rapporti umani non si boccia
    si perdona
    almeno per chi ama
    mi viene da citare quel che hai già scritto sulla pazienza..
    Buona Strada cercatore di Dio
    non è una battaglia persa che decreta la perdita
    è tutta esperienza
    dobbiamo guardare al postitivo, capire l’errore e ripartire
    pensa ad un ciclamino
    se rimane senz’acqua muore
    appena bagni la terra, si riprende e riguarda al sole
    lo stesso è per l’uomo
    Dio ci ama e ce lo dice ogni giorno
    perchè dobbiamo punirci e toglierci da soli l’acqua
    vivi sereno Andrea..
    chi non sbaglia?
    un abbraccio forte

  4. erroruccio di scrittura

    “perchè dobbiamo punirci e toglierci da soli l’acqua” era una domanda: “perchè dobbiamo punirci e toglierci da soli l’acqua?”

    una volta un don mi ha fatto questo esempio (del ciclamino).. e spesso mi trovo a pensarci..

    BS Falco Impetuoso

  5. Mi trovo in accordo con tutti i commenti sopra.
    La frase di San Paolo che hai messo alla fine poi mi piace tanto tanto.

    A presto e grazie per questi spunti… ultimamente scrivi meno ma ti sento bello ispirato!

    Fra

  6. Sono contraria alla “perfezione a tutti i costi”. Credo sia necessario distinguere tra il desiderio sano e positivo di migliorarsi EQUILIBRATAMENTE e il desiderio malato e negativo di migliorarsi ( ma è davvero così?) a tutti i costi. L’essere umano è un essere imperfetto, la sua natura lo porta talvolta, non solo a rasentare il limite, ma a sfidarlo addirittura, anche se non ce n’è bisogno… “Credo proprio che non sia già tutto qui” canta Ligabue in Almeno credo. Forse nella nostra società così poco equilibrata è difficile accorgersene: chi non cerca, giorno per giorno, di migliorarsi in buona fede? Credo che tutti cerchino di farlo. Il rischio è di peccare di bigottismo, di arroganza: chi non vede al di là del proprio naso, chi non è consapevole che non è tutto qui, è destinato a “tirarsi la zappa sui piedi”, a lungo andare. “Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono per il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono, disgraziati, di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla”. La condanna che Seneca fa nei confronti dell’uomo è ancora attuale: quanti uomini, presi dalla foga di migliorarsi, di essere superiori a tutti i costi, non si accorgono di chi gli vive attorno, della voce di DIO? Basta poco per essere migliori. L’umiltà è il primo passo da fare in vista di una crescita personale.
    Lara

  7. Farfalla spensierata (ovvero Lara), benvenuta di cuore sul blog!
    Vedo che la scia del Falco ti conduce qui e sei benvenuta anche tu.

    Molto bella la citazione di Seneca. I Classici davvero non tramontano mai e continuano a solcare la storia. Senza manie di protagonismo, anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte per non restare nella mediocrità della vita. Questo forse è quello che muove il cuore di un “perfezionista” come il sottoscritto così assetato di umanità.

    Alla prossima e Buona strada!
    Andrea

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