Quando l’amore vi chiama…

Riscopro con piacere questa pagina del Profeta di Kahlil Gibran. Mi permetto di fare alcune evidenziature e di augurare ad ognuno dei miei lettori di potersi specchiare in questi spunti di vita.

La dedica è per chi verso l’amore mi ha chiamato in certi momenti della vita e per chi ora mi sta ricordando questa chiamata e mi dice di abbandonarmi ad essa e di credergli…

Andrea

Quando l’amore vi chiama, seguitelo, benché le sue vie siano faticose e ripide.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a esso, quantunque la spada nascosta tra le sue piume vi possa ferire.
E quand’esso vi parla, credetegli, sebbene la sua voce possa frantumare i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.

Poiché proprio come l’amore vi incorona, così vi crocifiggerà.
Come è per la vostra crescita, così favorisce la vostra potatura.
Proprio come sale fino alla vostra altezza per accarezzare i vostri più teneri rami che tremano nel sole, così esso scenderà alle vostre radici per scuoterle dov’esse sono più fortemente attaccate alla terra.

Come covoni di grano vi raccoglie a sé.
Vi trebbia per mettervi a nudo.
Vi setaccia per liberarvi dalle vostre pellicole.
Vi macina sino a rendervi candidi
Vi impasta sino a quando non sarete flessibili, e poi vi cede al suo sacro fuoco, affinché voi possiate diventare pane sacro per la santa mensa di Dio.

Tutte queste cose farà a voi l’amore affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore, e in quella conoscenza diventare così un frammento del cuore della Vita.

Ma se per paura cercherete dell’amore soltanto la pace e il piacere, meglio sarebbe allora per voi coprire la vostra nudità, uscire dall’aia dell’amore, ed entrare nel mondo senza stagioni dove voi riderete, però non tutto il vostro riso, e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

L’amore non dà nient’altro che se stesso e non prende nulla se non da se stesso.
L’amore non possiede, né vorrebbe essere posseduto, perché l’amore basta all’amore.

Quando amate non dovreste dire:
“Dio è nel mio cuore”, ma piuttosto “Sono nel cuore di Dio”.
E non pensiate di poter dirigere il corso dell’amore, perché è l’amore, se vi trova degni, a dirigere il vostro corso.

L’amore non ha nessun altro desiderio che quello di adempiersi.

Ma se nel vostro amore non potete fare a meno di desiderare, fate che questi siano i vostri desideri:

Sciogliersi ed essere come un ruscello che canta la sua melodia alla notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere feriti dalla comprensione stessa dell’amore.
E sanguinare volentieri e con gioia.
Destarsi all’alba con un cuore alato e render grazie per un altro giorno d’amore.
Riposare nell’ora del meriggio e meditare l’estasi dell’amore.
Rincasare la sera con gratitudine, e addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato e un canto di lode sulle labbra.

  Gibran

Addio Candido, maestro di giornalismo

Da circa tre anni, ogni 1-2 mesi, la Gazzetta dello Sport mi telefona  per un sondaggio settimanale  sui suoi articoli. Mi fa dare il voto ai vari articoli letti (che possono essere : solo titolo, mezzo articolo o intero articolo). Devo dire che, almeno personalmente, ho assistito ad un progressivo miglioramento della qualità. Anche se francamente il passaggio alla versione formato tabloid non mi è piaciuto molto.

Fatto sta che agli articoli di Candido Cannavò, non credo di avere dato mai meno di 7. E sono uno esigente (sarà che pure io scrivo articoli giornalistici e chiedo esigenza innanzi tutto verso me stesso). Un paio di volte gli ho dato anche 9. Scriveva dei pezzi che non erano cronaca, non erano commento: erano giornalismo divenuto arte. Te li gustavi proprio, con una ironia, o una lucidità impareggiabile nel tratteggiare certe pagine di campionato o di sport. Mi mancheranno i suoi articoli e le sua analisi mai scontate, mai banali, mai mediocri, ma sempre pronte a dare un qualcosa in più ai lettori e al mondo dello sport.

Andrea Macco

La gioia della liberazione

Mi giunge ieri pomeriggio questo sms sul cellulare: Sorelle liberate!

Capisco che si tratta delle due sorelle di Cuneo rapite a El Wak, in Kenya, tre mesi fa. Attendo il telegiornale della sera per avere non tanto conferma della notizia, quanto per sapere i dettagli. Che gioia risentire le loro voci! Non che le conoscessi di persona, ma conosco la Comunità di Cuneo di P. Andrea Gasparino, e lo stile di queste persone è sempre lo stesso: intessuto di semplicità e accoglienza.

Stasera ricevo da Padre Pino (il braccio destro di Padre Gasparino) questa magnifica lettera. La pubblico con una lode in cuore e spero che i miei lettori se la possano gustare come me la son gustata io, con un filo di commozione.

Andrea

PS: per leggere gli altri post sulla vicenda cliccare qui.

 

A tutte le fraternità

Cuneo 20.2.2009

“Rallegriamoci ed esultiamo il Signore è stato la nostra salvezza”.

Carissimi,

la bella notizia finalmente è arrivata e siamo tutti con il cuore traboccante di gioia e di riconoscenza! Tutti i messaggi di questi 100 giorni erano orientati e finalizzati a questa notizia!

Non posso descrivervi quello che ho provato ieri alle 13 ricevendo la telefonata del consigliere Romano. Era calmo, come se fosse una delle tante telefonate, poche parole: “Padre, ci sono buone notizie, le due sorelle stanno arrivando all’ambasciata di Nairobi.

Ho risposto di istinto (quando mi ha richiamato mezz’ora più tardi gli ho chiesto scusa).

“E me lo dice così..!”.

A questo punto sono “volato” giù dopo aver citofonato a Ornella di venire subito in segreteria.

… Renata stava già parlando con Maria, in una esultanza incontenibile. Lacrime, gioia, emozioni di ogni tipo si mescolavano, mentre le campane hanno cominciato a suonare a festa e a lungo; anche le campane delle parrocchie di Cuneo hanno festeggiato la liberazione delle nostre sorelle. E anche le campane di Boves e di Centallo.

Ci siamo ritrovati tutti in cappella per un Magnificat cantato con tutto il cuore. Le ragazze nigeriane cantavano, pregavano, abbracciavano tutti con un’esuberanza che noi sentiamo un po’ eccessiva, ma che ci ha comunicato la loro partecipazione più di mille discorsi.

Il Padre, con la voce rotta dalla commozione ci ha fatto pregare (avevo timore che il suo cuore non reggesse all’emozione) e poi tutti ci siamo riuniti nel refettorio per un primo scambio di notizie avute per telefono e per prendere un dolce insieme. Che momenti grandi, e intensi!

A questo punto è iniziata la battaglia dei giornalisti, durata circa 3 h o poco più. Direi però più composta rispetto al 10 novembre… e…, ovviamente, in tutt’altro clima per noi.

Abbiamo cercato di essere sobri e veri. Stamattina vediamo che i vari servizi sono stati fatti bene (Stampa, Avvenire, Corriere della Sera, eccetera).

La Guida che era ormai già chiusa, ha preparato un doppio foglio, come extra, veramente splendido in carta patinata e fotografie molto espressive.

All’ora dei vespri abbiamo potuto esprimere il nostro grazie nel modo più gioioso e sentito. E intanto il cartellone preparato da tempo (“MIA FORZA IL MIO CANTO IL SIGNORE, EGLI È STATO LA MIA SALVEZZA”) è stato posto di fronte all’altare della cappella e rimarrà per almeno 102 giorni con la lampada accesa, simbolo del nostro grazie incessante.

Non so dirvi le telefonate, e le mails che sono arrivate e stanno arrivando da ogni parte per solidarizzare con la nostra gioia: dal Cardinale Poletto di Torino a un doposcuola di ragazzini che sono venuti a portare un grande foglio con tante firme: Romina Abigail, Mustafa, Carlo, eccetera. commovente.

Domani sera, sabato 21 febbraio, dalle 21 alle 23 faremo una veglia di ringraziamento invitando tutti gli amici, parenti e conoscenti. Sarà anche l’anniversario della nostra Imelda.

Il nostro Vescovo verrà ai Vespri e cena con noi.

E Rinuccia e Maria Teresa? Oggi fino alle 14 o 15 (ora di Nairobi) saranno in ambasciata, poi con i fratelli e le sorelle si sposteranno tutti a Westland, accolti con gioia dai missionari della Consolata per tre o quattro giorni e poi… il volo per l’Italia.

Vi faremo sapere. Cercate di non prendere infarti per la gioia e lasciamo sgorgare tutta la nostra gratitudine. Sentiremo cose toccanti da Rinuccia e Maria Teresa (come il fatto che hanno avuto, dopo quattro giorni, una Bibbia, senza chiederla!) E il grazie continuerà a lungo.

Un abbraccio di affetto, di unità e di riconoscenza,

Pino

Il mio Addio con le parole del Manzoni

Domenica sono stato, stupenda giornata di febbraio limpida e tersa, a Lecco sull’omonimo lago (in vero si chiama Lago di Como ma guai a dirlo agli abitanti della zona). Volevamo andare a visitare i luoghi manzoniani, ma ci siamo trovati in una tipica situazione all’italiana: senza indicazioni e con scarsissima valorizzazione delle mete da raggiungere. Per fortuna esiste il dono della comunicazione e chiedendo agli autoctoni, qualcosa abbiamo vistato.

Naturalisticamente parlando posti magnifici, ma vederli con gli occhi del Manzoni e’ tutt’altra cosa. Ho compreso la grandezza dello scrittore, che usa la penna come fosse il pennello di un artista.

E li’, in riva all’Adda, tra le barche dei pescatori ormeggiate e gli alberi spogli, un sasso nudo e spoglio riporta i primi versi dell’Addio ai monti di Lucia.

Me lo son riletto e pensavo, in questi giorni di cambiamenti, che e’ proprio il mio canto di adesso.

Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente/ tratto dalla speranza di fare altrove fortuna/ si disabbelliscono/ in quel momento/ i sogni della ricchezza/ egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere/ e tornerebbe allora indietro/ se non pensasse che, un giorno- tornerà dovizioso/…

Cambio lavoro, lascio dopo un anno l’Ospedale Galliera. Qui ho imparato molto, ma ho pure passato mesi di fatica. Umanamente parlando ho incontrato persone molto valide  che ringrazio una per una; sul lato professionale, invece, spero di approdare ora a lidi migliori. (Si veda anche il post dello scorso 11 dicembre).

Tutto si trasforma, il cuore dell’uomo si rinnova, la speranza del nuovo si accompagna all’incertezza del divenire. E a te, te che col cuore mi accompagni nel mio pellegrinare errabondo, a te che affetto e stima mi dimostri, compagno o compagna d’armi, d’avventure, di sogni, di speranze innominate, a te il mio sentito grazie per la vicinanza nell’ora presente, a volte cosi’ tormentata.

Andrea

 

Addio/ monti sorgenti dall’acque- ed elevati al cielo/ cime inuguali/ note a chi è cresciuto tra voi/ e impresse nella sua mente/ non meno che l’aspetto de’ suoi familiari/ torrenti- de’ quali si distingue lo scroscio/ come il suono delle voci domestiche/ ville sparse e biancheggianti sul pendìo/ come branchi di pecore pascenti/ addio!/ Quanto è tristo il passo di chi/ cresciuto tra voi/ se ne allontana!//

Alla fantasia/ di quello stesso che se ne parte volontariamente/ tratto dalla speranza di fare altrove fortuna/ si disabbelliscono/ in quel momento/ i sogni della ricchezza/ egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere/ e tornerebbe allora indietro/ se non pensasse che, un giorno- tornerà dovizioso/ Quanto più si avanza nel piano/ il suo occhio si ritira/ disgustato e stanco/ da quell’ampiezza uniforme/ l’aria gli par gravosa e morta/ s’inoltra mesto e disattento/ nelle città tumultuose/ le case aggiunte a case/ le strade che sboccano nelle strade/ pare che gli levino il respiro/ e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero/ pensa/ con desiderio inquieto/ al campicello del suo paese/ alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso/ da gran tempo/ e che comprerà/ tornando ricco/ a’ suoi monti//

Ma chi/ non aveva mai spinto/ al di là di quelli/ neppure un desiderio fuggitivo/ chi/ aveva composti in essi/ tutti i disegni dell’avvenire/ e n’è sbalzato lontano/ da una forza perversa!/ Chi/ staccato a un tempo/ dalle più care abitudini/ e disturbato nelle più care speranze/ lascia que’ monti/ per avviarsi in traccia di sconosciuti/ che non ha mai desiderato di conoscere/ e non può/ con l’immaginazione/ arrivare a un momento stabilito per il ritorno!/ Addio/ casa natìa/ dove/ sedendo/ con un pensiero occulto/ s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni- il rumore d’un passo aspettato/ con un misterioso timore/ Addio/ casa ancora straniera/ casa sogguardata tante volte alla sfuggita/ nella quale la mente- si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa/ Addio/ chiesa/ dove l’animo tornò tante volte sereno/ cantando le lodi del Signore/ dov’era promesso/ preparato un rito/ dove il sospiro segreto del cuore- doveva essere solennemente benedetto/ e l’amore venir comandato/ e chiamarsi santo/ addio!// Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto/ e non turba mai la gioia de’ suoi figli/ se non per prepararne loro- una più certa e più grande.

Bus atei, cuori assetati di assoluto

Riprendo il post dello scorso 13 gennaio, uno di quelli che maggiormente ha stuzzicato i miei 25 cari lettori, dando vita ad un dibattito interessante.

L’argomento, l’avrete capito, e’ nuovamente quello dello spot degli autobus atei. Ecco quya la foto dei primi bus che sono circolati in questi giorni:

Notizia Ansa di riferimento:Dopo le polemiche delle settimane scorse ed il cambio di slogan, l’ateobus è partito a Genova sulla linea 36 attraversando il cuore della città fino alla centrale via Venti Settembre e a piazza De Ferrari, dove è stato allestito un infopoint dell’Unione degli atei, agnostici e razionalisti (Uaar) per spiegare il senso della campagna. Sulle fiancate del bus dell’Amt si legge il messaggio: “La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima è che credono nella libertà di espressione”. Il primo slogan infatti – “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno” era stato bocciato dalla concessionaria degli spazi pubblicitari Igp Decaux perché ritenuto contrario al Codice di autodisciplina pubblicitaria in quanto “lesivo delle convinzioni religiose delle persone”.

 

 Che girino pure i bus atei, finché ad essere atei sono solo degli oggetti inanimati… E’ il cuore delle persone ciò che conta. E la sete di verità, di Dio e di assoluto che c’e in ognuno può essere solo distratta, mai eliminata. Se crescono gli atei, crescono le persone che vivono di altri idoli o dei loro dei. Crescono le persone infelici, con un cuore che non sarà mai veramente appagato. Persone talvolta pure con un odio nascosto nel cuore o una rabbia, tanto che sentono di dover gridare la loro convinzione: Dio non c’e’! E se siamo in tanti a dirlo e a sentirlo e a pensarlo allora deve essere vero! Dio non c’e’!  Magari alzano con ciò il vessillo della libertà di espressione, ma quando un uomo di Fede parla (se ministro della Fede non ne parliamo) si stracciano le vesti gridando ad ingerenze, a presunzione, a imposizione di valori…! E fan di tutto per togliergli la parola, ma, per la carità, nel massimo rispetto della libertà di espressione. Non sia mai.

 

Chiudo queste semplici considerazioni (constatazioni le definirei) con un’ultima nota di cronaca: la linea 36 e’ una delle più usate dagli studenti in quanto tocca diversi licei della città… Un caso che sia stata scelta proprio quella per gli spot dei bus atei?!?

La Scienza del Culto del Cargo

Ecco un omaggio per i simpatici e attenti studenti del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci che di Genova oggi hanno preso parte al seminario tenuto dal sottoscritto: “Uno sguardo all’Universo noto e ignoto” – sottotitolo: “Real science vs Cargo cult science”.

La prima parte del seminario ha proprio riguardato alcune riflessioni su cosa sia da considerarsi scienza e su cosa, invece, si spacci come tale, ma si riveli solo pseudo-scienza o, come la chiamava Feynman, Scienza del culto del Cargo.

Abbiamo letto la prima parte del discorso inaugurale tenuto agli studenti del Caltech di Pasadena in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico 1974-75 da Richard Feynman, brillante premio Nobel per la Fisica nel 1965.
Il testo completo (8 pagine snelle e che scorrono veloci) è stato aggiunto dal sottoscritto nell’area download di questo blog (colonna di destra), ma potete anche scaricarlo cliccando qui.
Buona lettura!

Andrea Macco

 

“Ancora oggi mi capita di incontrare gente che ad un certo momento porta la conversazione sugli ufo, sull’astrologia o su qualche forma di misticismo, di coscienza allargata, telepatia, parapsicologia e roba simile. Io da questo ho concluso che non viviamo in un mondo realmente scientico…
[…]
La gente crede, a volte, a cose talmente strane che ho voluto cercare di capire perché. E così quella che è stata definita la mia curiosità per la ricerca mi ha trascinato in mezzo a cumuli di idiozie tali che mi sono spesso trovato senza parole.
[…]
Così parlo di scienze da cargo cult: sono scienze che seguono i precetti e le forme apparenti dell’indagine scientifica ma alle quali, però, manca un elemento essenziale… Si tratta dell’integrità scientifica.  Un principio del pensiero scientifico che corrisponde essenzialmente ad una totale onestà, ad una disponibilità totale.”

Richard Feynman
(da“La Scienza del culto del cargo”)

Operazione Valkiria

“E’ ora che si faccia qualcosa. Ma colui che oserà agire deve rendersi conto che entrerà probabilmente nella storia tedesca con il marchio del traditore. Se tuttavia rinuncerà ad agire, si ritroverà ad essere un traditore davanti alla propria coscienza”  (Colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, lettera alla moglie.

 
Regia di Bryan Singer;  con a Tom Cruise. VOTO 7,5

 

 

Una buona resa di una pagina di storia che avrebbe potuto segnare la fine anticipata del nazional-socialismo di Hitler. Così non è stato, ma queste persone hanno dimostrato con il loro coraggio di non esser tutte come lui, come rammenta anche uno dei personaggi durante il film.
 
Tom Cruise veste un personaggio inedito. L’interpretazione del Colonnello Claus Schenk von Stauffenberg è ottima nella prima parte del film, ma quando inizia il triste epilogo per i congiurati, si denota come quello non sia il suo ruolo. Cruise nasce per interpretare personaggi vittoriosi e il momento della resa non fa per lui.
 
Un film ovviamente drammatico, ma con molto pathos. Audio ed effetti sonori ben studiati, da thriller. Due ore passano in un baleno, tenendo la sala in continua suspense.
 
Storicamente molto ben curato. Per chi vuole saperne di più su come sono andati puntualmente i fatti storici può leggere questa pagina.
 
 
 

 

Guarda dentro gli occhi

“…Si può vivere sotto una tenda, ma è meglio dormire sotto il cielo e guardare le stelle negli occhi.” (antico proverbio Tuareg)

Che bello potersi stupire, stupire della Natura e stupire pure dell’uomo che sa cogliere la grandezza della Natura. Perché, come diceva Kant, sublime non solo e’ l’immensamente grande e l’immensamente potente, ma sublime e’ soprattutto la mente dell’uomo che coglie questo sentimento e si innalza sopra di esso…

Una canzone di Vecchioni (Dentro gli occhi) dice ad un certo punto queste parole:

…i ricordi cambiano come cambia la pelle
e tu ne avrai di nuovi e luminosi come le stelle
e comunque vada
guardami dentro gli occhi
gli occhi ch’eran bambini
guardami dentro gli occhi.

Guarda dentro gli occhi, lettore sicuro o lettore smarrito, lettore arrivato o lettore in ricerca, lettore che capiti qui per caso o lettore affezionato. E abbi ancora il coraggio di stupirti e meravigliarti.

Andrea

Pazienza, pazienza, pazienza

Non ho piu’ scritto nulla dallo scorso 12 Dicembre (vedi qui) sulla vicenda delle sorelle di Cuneo rapite in Kenya.

Mi giunge la lettera di Padre Pino Isoardi della Citta’ dei ragazzi di Cuneo con qualche aggiornamento e, soprattutto, l’invito a continuare ad essere fedeli alla Preghiera e a quel Dio che e’ fedele per sempre.

La Cappella dll'Adorazione continua nella Citta' dei ragazzi di Cuneo

8 febbraio 2009

Carissimi,

stamattina, presenti anche tanti di voi, abbiamo vissuto la grazia di una forte esperienza di preghiera. Sia il rosario pregato meditando ogni mistero alla luce della Parola di Dio, sia la camminata di preghiera verso la chiesa del Cuore Immacolato, sia la celebrazione eucaristica, ci hanno uniti profondamente nel Signore.

Abbiamo molto ringraziato che da cinquant’anni il Signore ci sostiene nella grazia dell’adorazione eucaristica di giorno e di notte. Come ho già ripetuto più volte in queste settimane, questa grazia è una forte chiamata a renderci intercessori per i poveri, per le grandi sfide di oggi nella Chiesa e tra tutti gli uomini. Non è una grazia solo per la Comunità

La scritta: “Non temere, continua solo ad avere fede” è sempre, di fronte all’altare della nostra chiesa, e ci richiama a non desistere nella fiducia nella speranza. Sono passati tre mesi completi dalla notte del rapimento delle sorelle. La nostra, la vostra preghiera e la preghiera di un’infinità di amici in diversi paesi del mondo è un tesoro prezioso. Il Signore ci ascolta.

Non siamo delusi di Dio, siamo invece rattristati dalla durezza del cuore di chi organizza queste e tante altre azioni malvagie. Se le nostre sorelle sono prigioniere, chi le ha rapite (o meglio chi dirige il rapimento) è prigioniero del male che compie, cento volte di più.

Per questo la nostra preghiera deve trovare il coraggio di diventare intercessione perché la liberazione raggiunta anche i rapitori.

Vi alleghiamo, con questa lettera, anche il messaggio preparato proprio oggi per il sito.

Non siamo in grado di darvi altre notizie purtroppo. Non vediamo l’ora di mandarvi un messaggio di gioia per invitarvi alla festa del Magnificat. Ma dobbiamo ancora pazientare.

 A presto, con tanto affetto,

Pino e comunità

PAZIENZA, PAZIENZA, PAZIENZA

25 anni fa il Padre, tornando dalle fraternità coreane, passò ad Hong Kong per i primi contatti, in vista di una nostra fraternità in Cina. Incontrò P. Lerda, uomo santo e saggio, direttore della Caritas di Hong Kong. Fu lui che ci accolse per i primi passi della missione nel mondo della Cina. Ebbene, P. Lerda disse a Padre Andrea: “Per entrare nel mondo cinese sono essenziali tre virtù: la prima è la pazienza, la seconda è la pazienza e, infine, la terza è la pazienza”.

Le nostre sorelle che sono là da 25 anni lo confermano. Ma queste tre virtù sono ora necessarie anche per la nostra attesa della liberazione di Maria Teresa e Rinuccia. E sono tanto più indispensabili per loro, dopo tre mesi di prigionia.

Dalla Farnesina ci assicurano che sono in salute (non ci piace usare l’espressione “stanno bene”, che stride con la realtà di prigionia in cui si trovano) e che le trattative procedono. Questo ci fa sperare, ma quanta pazienza ci è richiesta!

La marcia di preghiera di questa mattina non era unicamente per le due sorelle, ma certamente le abbiamo ricordate, chiedendo che per l’11 febbraio, GIORNO di MEMORIA e GRATITUDINE per tutti, ci sia qualche passo decisivo nelle trattative.

Ringraziamo tutti quelli che ci hanno manifestato vicinanza e preghiera partecipando alla marcia. Eravamo molto numerosi, nonostante l’ora mattutina!

Non dimentichiamo che l’11 febbraio è la giornata mondiale del malato. Come Comunità sentiamo la missione di pregare molto per i malati e di imparare a stare vicino a loro con una punta almeno della delicatezza e della compassione che Gesù ha avuto e ha per i malati.

I fratelli e le sorelle del

Movimento Contemplativo Missionario

P. De Foucauld

8 febbraio 2009

  

 

Rinuccia e MariaTeresa, della missione di El-wak - Kenya, in mano ai rapitori dal 9/11/2008

Rinuccia e MariaTeresa, della missione di El-wak - Kenya, in mano ai rapitori dal 9/11/2008