UAAR all’attacco! Razionalità in pronta risposta

Toh guarda, su Repubblica di oggi (12 gennaio) i miei “amici”dell’UAAR! Io li ri-battezzerei volentieri in AAAA. Vi spiego. UAAR = Unione Atei Agnostici Razionalisti. Ma visto che non sono per nulla uniti, né, tanto meno, dimostrano di essere persone razionali nelle loro esternazioni e nella loro logica basata solo sullo scontro frontale e, il più delle volte, sull’insulto, ecco il nuovo battesimo: A-UNIONE ATEI e AGNOSTI A-RAZIONALISTI!

Di loro ho già parlato altre volte in passato, compresi vari articoli e botta-risposta comparsi su il Giornale e che trovate nella sezione Articoli (si vedano in particolare gli articoli inerenti Odifreddi e quelli sul caso Ergo Sum).

In ogni caso breve presentazione: Qui a Genova, sede del card. Bagnasco presidente della CEI, spopolano. O meglio, son quattro gatti ma si dan da fare a più non posso. A partire dagli attacchi anticlericali di Piergiorgio Odifreddi in occasione del Festival della Scienza di Genova. Per passare a mostre sull’omosessualità nel mondo animale spacciate per scientifiche ma che di scientifico hanno solo questo intento: promuovere una visione a-morale della società in cui tutto è lecito (con tutto il rispetto per le persone omosessuali che vivono castamente la loro condizione, al pari di tutti quelli che si mantengono vergini fino al Matrimonio).

E visto che si è parlato di battesimo, cito anche le campagne dello “sbattezzo” portate avanti sempre dall’UAAR tipicamente in Piazza Matteotti davanti alla Curia…se no che gusto c’è?!?

 E ora, ecco la loro ultima trovata. leggete qua:

“LA CATTIVA notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”. E’ questa la versione italiana della campagna a favore dell’ateismo che dal 4 febbraio tappezzerà due autobus pubblici a Genova. Ma sarà solo l’inizio. O forse la fine di questa promozione dell’incredulità, a giudicare dalle animate polemiche e controffensive religiose seguite alla stessa iniziativa sui bus di Londra, in Spagna, a Washington e anche in Australia, dove è stata bloccata prima ancora di apparire per le strade. Non a caso l’apertura della campagna lanciata dall’Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) partirà da Genova. “E’ una specie di sfida atea in casa di Angelo Bagnasco, presidente della Cei” spiega Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar. “Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l’Uaar ha deciso di riprendersi un po’ di par condicio. E di fare pubblicità all’incredulità”. Ricorrere agli spot scegliendo di mandare messaggi come se si trattasse di una nuova auto o di un detersivo dà l’idea delle condizioni degli atei costretti a riaffermare la propria presenza di fronte alla pervasività della presenza cattolica. “La chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola” prosegue Carcano. “Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. Pagando questa campagna pubblicitaria l’Uaar intende riconquistare all’incredulità un po’ di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle”, con un messaggio “che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista”. L’idea dei bus atei è stata della British Humanist Association e il successo è stato tale che è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. Come già accaduto all’estero, anche gli atei italiani hanno lanciato una campagna per raccogliere i fondi necessari per estendere l’iniziativa con altri mezzi e in altre città. Reazioni permettendo. “Non abbiamo idea di cosa ci aspetta perché è sempre difficile fare previsioni” prosegue Carcano. “Per fare un esempio nel mondo dell’editoria, la chiesa non critica i libri di Augias o di Maltese quando escono ma solo quando se ne comincia a parlare, allora si scatenano, come hanno fatto anche con Dan Brown. Anche noi avremmo potuto lanciare la nostra campagna partendo da Roma, ma abbiamo preferito evitare di fare del facile vittimismo”. (Tratto da Repubblica del 12 gennaio 2009)

  

Commenti nei post. In particolare con questa domanda: ma che influenza hanno questi spot e questi messaggi dell’UAAR sulla società?
:

19 commenti su “UAAR all’attacco! Razionalità in pronta risposta

  1. La mia risposta alla domanda: Ma che influenza hanno questi spot e questi messaggi dell’UAAR sulla società?
    A mio vedere tanta influenza, perché spesso fanno colpo sulla sfera emotiva della gente… e le cose che colpiscono la sfera sensoriale restano a livello subconscio e goccia dopo goccia, se uno ha dei dubbi, fanno breccia.
    Dunque è sbagliato – a mio modo di vedere – dire: “Che male fanno? poverini, che facciano…”
    Bisogna guardare che combinano e prepararsi. Noi, come cristiani, non dovremmo essere quelli che si nascondono, ma quelli che, senza ostentare e usare lo stile errato degli altri, ma indossando l’abito di Cristo e della carità, non hanno vergogna di quel che sono e non lasciano che le cose vadano come vadano con il gallo che canta indisturbato…

  2. Andre, questi dell’UAAR si commentano da se’.
    Ricordo quanto ti scrivevano i loro insulsi interventi sul vecchio sito… Hai ragione: AAAA sarebbe il modo giusto di rinominarli.

    Fra

    PS: il Comune forse nemmeno fa partire questa campagna pubblicitaria. Bene, spero sia cosi.

  3. PAOLA SCRIVE:
    Nello specifico dei bus è dimostrazione che per soldi forse prossimamente gireranno con scritte naziste, tanto è SOLO una pubblicità su un mezzo pubblico

    un applauso al CdA dei trasporti di Genova ..
    che vergogna!

    povero Andrea
    quindi tu li vedi e puoi sentire cosa mormora la gente alle fermate.. cosa mormora?

    RISPOSTA:
    Per le reazioni, tra cui quelle degli autisti credenti che han detto che si vogliono rifiutare di guidare i bus con simili slogan, Leggere qui

  4. A me stupisce che questo gruppetto di persone così razionali ricorra sistematicamente all’esorcismo verbale: “par condicio”, “facile vittimismo”, “siamo stati accusati di…” etc.
    Allora o sosteniamo una posizione perchè essa è giusta, oppure siamo così insicuri di noi stessi da aver bisogno di giustificarci con il comportamento altrui.
    La chiave di lettura che posso evincere dal commento è questa: “Facciamo finta di essere gente adulta che non fa i dispetti facendo il dispetto a Genova e non a Roma. E, già che ci siamo, facciamolo in modo che sembrino loro i colpevoli”.
    Già perchè dire che i media non invitano all’incredulità è un pò assurdo. Sarà vero che non viene pubblicizzata apertamente l’incredulità, ma la sfilata dei vari Augias, Angela, Costanzo, Hack, Scalfari, Fazio etc. che ci propinano argomenti corrosivi da giornali e schermi televisivi (per non parlare degli espertoni di turno che puntualmente vengono intervistati su argomenti… Come le Hack per esempio) non li vediamo?
    E poi la Chiesa ha libertà di parola! Per forza: come si fa a intessere strafalcioni e interpretazioni malevole su qualcuno che tace?

    Personalmente se questi bus verranno allestiti ci sarebbe bisogno di gente che si impegnasse a darsi il cambio pregandovi sopra per 24 ore complessive al giorno… Una specie di “adorazione perpetua” nei luoghi che si vorrebbero dedicare all’incredulità. E non pensate che sia provocazione: è solo un invito a ricordare a chi vorrebbe pensare che si può vivere senza Dio che c’è qualcuno che prega per loro.

  5. Non sono del tutto d’accordo col commento di FraTollo. Specie quando dice:
    E poi la Chiesa ha libertà di parola! Per forza: come si fa a intessere strafalcioni e interpretazioni malevole su qualcuno che tace?

    La Chiesa e’ sempre sui giornali e sui media. A torto o a ragione non so, ma non si puo’ dire che tace. I discorsi di Ratzinger e pure di Bagansco, anche quando non dicono cose fondamentali, sono riportati. Magari pure male o strumentalizzati, ma ci sono.
    Il Cardinale di turno non puo’ andare a prendersi un caffe’ in santa pace che subito ha dietro qualche giornalista… figuriamoci il Papa.

    Poi sulla campagna degli ATEI concordo che sia pure una provocazione. Ma a mio vedere ci sta pure se serve a far riflettere la gente…

    RiKi

  6. Come ho sempre pensato ,da discreta cattolica,la nostra religione fa parte delle tre monoteiste.l’associazione atea ha dimenticato di scrivere nella pubblicita’ che anche Allah non esiste..Anche noi cattolici ci ricorderemo di “cambiare autobus” alle elezioni.

  7. Benvenuta luigina-elena sul blog!

    Credo di aver letto in questi giorni che anche le comunita’ ebraica e mussulmana di Genova abbiano espresso il loro dissenso verso l’iniziativa dell’UAAR…

  8. Ciao Andrea,
    è la prima volta che scrivo sul tuo blog e, credo, mi perdonerai se non l’ho fatto prima è molto interessante ciò che si vede e legge sulle pagine del tuo sito web.
    Voglio cercare di risponderti sulla questione uaar. Perchè non lasciamo che facciano come vogliono? Crediamo davvero che possano cambiare le cose così tanto? Chi, come noi, crede continuerà a credere, chi è ateo lo rimarrà perchè sappiamo tutti bene che il dono della fede va scartato e gustato fino in fondo e va comunque scelto.
    Anzi credo abbia ragione Don Granara quando dice che questo dev’essere uno sprone per noi cristiani ad impegnarci perchè le nostre ragioni e posizioni siano più chiare. Intanto fra di noi e poi verso gli altri.
    Ciao a tutti

  9. Marcello, benvenuto sul blog!
    Nel ringraziarti per le parole di stima che esprimi nei confronti miei e di queste pagine telematiche, ti pongo questa domanda: così sicuro che per un ragazzo che e’ in ricerca, che si pone certe domande, che magari vede la Chiesa solo come “gerarchie ecclesiastiche” perdendo magari di vista il messaggio del Vangelo, sicuro che per queste persone messaggi come questi non lasciano una traccia?

    Ho letto di recente un sondaggio condotto sulla popolazione britannica in merito al libro di Down Brown “il Codice Da Vinci” e sembra che il parere delle persone in merito ad una serie di argomenti sia in percentuale differente tra chi ha letto il libro e chi no. Esempio: Gesù ha mai avuto dei figli? Il priorato di Sion esiste veramente? La Chiesa Cattolica è una organizzazione di potere? La percentuale di chi rispondeva affermativamente sale di 20-40 punti percentuali tra quelli che hanno letto il libro rispetto a chi non lo ha letto.

    Andrea

  10. Scusa Riky, ma non capisco bene su cosa non saresti d’accordo con me. A me sembra che tu abbia ribadito quello che intendevo io. Posso riformulare se vuoi…

    “La Chiesa ha libertà di parola” è vero! Tuttavia questa libertà viene invocata quando si vuol fare le vittime – come in questo caso – e viene contestata quando questa fa il suo mestiere, cioè quello di insegnare la retta dottrina e guidare i fedeli nella fedeltà a Cristo (il che implica automaticamente che la Chiesa intervenga in ambito civile approvando e disapprovando determinati comportamenti o certe linee di pensiero). In quei casi alla Chiesa viene detto “Che si occupi delle cose di Dio”!
    Questo è quanto intendevo, per cui la libertà della Chiesa è garantita, almeno da parte di alcune persone, solo perchè così se ne può parlare male.

    Forse ho formulato male la frase. Spero di aver chiarito, e spero di aver capito quanto dicevi tu. Buona serata.

  11. Se ti piace tanto l’astronomia perché poi credi in dio, ti allei con il clero e non sei invece un razionalista??

  12. Aldebaran, tu che porti il nome di una delle più belle stelle del cielo, benvenuto nel blog!

    Non sapevo che essere razionalisti e credere in Dio fossero cose in antitesi… anzi, credo ci possa essere una stretta alleanza tra fede e ragione.
    O intendi usare “razionalista” come lo usano quelli dell’UAAR che son dogmatici più del dogmatismo che essi stessi criticano?
    Allora in tal caso non sono razionalista come loro, ma son razionalista nel senso della logica matematica e di tutto quello che è evidenza di un ordine che c’e’ nell’Universo (l’Uomo in particolare)e che non può essere frutto del mero caso.

  13. Una cosa che ho notato è che mentre a Londra hanno scritto “maybe God doesn’t exist” qui la cosa è diventata apodittica: “La cattiva notizia è che Dio non c’è…” indicativo presente, quindi asserzione sicura e dogmatica.
    Almeno i londinesi coltivano quel “dubbio fertile” che vorrebbero piantare nelle menti di chi legge i loro cartelloni. La UAAR non lo fa :-)

  14. Beh…ho letto il Codice da Vinci (visto il film che, come al solito, non vale la pena vedere) e l’ho trovato intrigante e ben congeniato. Un thriller di ottima fattura. Ma non ho cambiato idea rispetto alla fede, pur trovando “ragionevoli” i collegamenti fra le varie parti del ragionamento su Gesù, tranne per il fatto che, caso strano, sarebbe il capostipite della più dinastia regale francese.
    Se non ci fosse scritto nell’intro che tutto quello che è scritto dopo è la verità non ci sarebbe nemmeno da discutere.
    Però nei cristiani “finti” questa storia fa presa perchè comunque in cuor loro il dubbio esisteva già e, probabilmente, non si sono mai messi in discussione e quindi un libro ben scritto e ragionevole fa presa e cambia la convinzione della gente.
    Una scritta su un autobus fa più male a chi la mette che non a chi la legge.
    Credo.

  15. caro ateo, dici che Dio non c’è. Ok. Adesso mi spieghi come hai fatto a nascere? e come ha fatto l’universo e le stelle ad essere?

  16. Mentre dò il benvenuto a Lavinia sul blog,
    mi complimento con il Grande FraTollo per la bella osservazione.

    Un’altra bella l’ho sentita da don Guido Gallese, responsabile della Pastorale giovanile di Genova. La riporto:

    Tra tutte le risposte quella che mi è piaciuta di più è (INCREDIBILE A DIRSI!) quella di don Gallo (prete molto “alternativo” di Genova): Dio esiste, ma non sei tu. :-)) Questa è veramente bellissima… :) In ogni caso il loro gioco è montare il caso per avere più risonanza: non caschiamoci. Però, tra noi, una considerazione va fatta: “la cattiva notizia è che Dio non esiste. La buona notizia è che non ne hai bisogno”. Sapete come si dice “buona notizia” in greco? Euanghélion, ossia Vangelo. Mi pare che il messaggio veicoli una cattiva notizia, ovvero è un po’ satanico. Tutto qui.

  17. Pingback: Pubblicità “Buona Azione” sui bus genovesi « L'universo in clessidra

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