Lettera aperta a don Farinella

Bentornato don Farinella. Bentornato sulla scena della politica al primo posto che sopravanza la ragion della Fede, la ragion del silenzio per amore della Chiesa. Non parlo delle gerarchie vaticane, parlo della Chiesa come “popolo di Dio”, concetto a lei tanto caro, ma pazienza se poi tra pensiero e fatti la scollatura c’e’. Il popolo di Dio cerca pastori che indicano la fonte dove dissetare la sete di infinito che e’ propria di ogni uomo, il popolo dei politicanti cerca invece argomentazioni per infiammare polemiche e nel contempo far parlare di sé. Benvenuto in questo mondo.

Sul suo fondo su Il Lavoro-Repubblica  annuncia l’avvio di una collaborazione con la testata di Ezio Mauro (ormai sempre più delineata politicamente), e subito parte in quarta con l’analisi di quello che combina o non combina il Governo. I toni sono più pacati che in passato (ed è auspicabile restino tali anche in futuro) ma è questo davvero il volto del sacerdote-pastore-uomo che sa farsi pane spezzato per i fratelli?

La sua considerazione finale sul gay pride è ragionevole: nelle nostre comunità, nelle nostre chiese, nelle nostre celebrazioni è giusto alzare una preghiera per questi fratelli che non vanno ghettizzati, classificati, ridicolizzati (talvolta pare, al massimo, che si ridicolizzino da soli). Come tante persone lontane da Dio, sono persone bisognose di affetto e di riscoprire il valore e il significato dell’amore. Ma poi lei afferma che Gesù oggi di certo non andrebbe al Corpus Domini e sceglierebbe invece il gay pride (l’orgoglio di chi ama scegliere Genova per il gusto di sfidare e provocare).

Qualcuno potrebbe facilmente obiettare che nell’Eucarestia-Corpo di Cristo è ovviamente presente Cristo stesso. Ma oltre a ciò è bello pensare che Egli, umile falegname di Nazareth che non ama le sceneggiate, né le piazze roboanti, preferisca scegliere il volto degli umili, dei semplici, di chi ha un cuore innocente e puro come quello di un bambino. E che preferisca lasciare alle persone di mondo quel che è di Cesare, per donare a Dio quel che è di Dio.

E pazienza allora se il Cardinale – Pastore dei pastori – ha chiesto ai suoi sacerdoti di non scrivere né pubblicare nulla senza il suo consenso: il fine giustifica i mezzi, Machiavelli docet. Bentornato, Paolo Farinella.

Andrea Macco

6 commenti su “Lettera aperta a don Farinella

  1. Ecco un motivo in piu’ per non leggere piu’ Repubblica…come e’ scesa in basso…

    Grazie Andre, ma il Cardinale cosa aspetta a intervenire????

    Pax!
    Fra

  2. Io consiglierei a don F. di leggere alcuni passi della Bibbia. Secondo me è un pò di tempo che l’ha sostituita con testi di altra “ispirazione”.

    Ciao Andrea, complimenti per il blog

  3. Scusa la mia inopportuna intromissione ma… chi ti dice che i gay in quanto tali sono persone lontane da Dio?? Mi pare che neanche il catechismo dica questo.

    Questo tema mi preme parecchio, visto che sono vicino alla sofferenza di tanti che, trovandosi in questa condizione (condizione, appunto, non scelta), vengono continuamente allontanati e additati come peccatori e lontani da Dio. E mi stupisce come giudizi lapidari come questi escano con tanta facilità. Sai, io sono dell’avviso che uno dovrebbe prima conoscere quello di cui sta parlando, e questo lo si fa stando in mezzo alla gente, ascoltando quello che hanno da dire. Galileo è morto da troppo tempo perché si continui a pretendere di decifrare la realtà naturale stando chini sulle Scritture, invece che alzare gli occhi e guardare il mondo… Il Vangelo insegna altro, tante regole (inutili e dannose) sono arrivate dopo. Adesso non riesco a ricordare il passo preciso, ma in una sua lettera San Paolo raccomanda di basare le proprie discussioni unicamente sulla verità rivelata da Cristo e di non entrare in altre discussioni che nella parola di Cristo non trovano fondamento, perché in questo caso di arriverà solo a discussioni oziose e dannose. E’ verissimo, ed è proprio quello che divide la Chiesa oggi: la pretesa di aggiungere regole morali a ciò che nel Vangelo non sta scritto.

    Di nuovo scusa la valanga ma, come sai, quando mi metto a scrivere vado di getto… ;-)
    Alla prossima, un abbraccio!

    Simone

  4. Caro Simone,
    credo che nessuno, la Chiesa come istituzione in primis e la Chiesa come popolo di Dio ancor di più, condanni gli omosessuali come persone. E’ condannato il peccato, ma alla stregua di chi ha rapporti pre-matrimoniali, della scelta di andare a convivere e via dicendo. (è l’atteggiamento che ha Gesù’ nel vangelo con la donna adultera: condanna il suo peccato, salva la peccatrice!)
    Padre Andrea Gasparino di Cuneo dice sempre che un omosessuale che si mantiene puro ha un dono che nessun altro ha: è imbattibile nel servizio. E credo sia vero, ho amici che lo testimoniano.

    Il Catechismo della Chiesa Cattolica dedica a questo capitolo in particolare i punti 2357-2359. Riporto in particolare gli ultimi due perché mi sembrano significativi:

    2358. Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

    2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

  5. Ehilà, ma stiamo scrivendo praticamente insieme! ;-)
    Si si, conosco il punto di vista del catechismo, ma mi riferivo ad una frase del tuo post che può essere fraintesa (nel senso appunto del mio commento).
    Personalmente credo che adesso ci sia una gran confusione nella morale del magistero, ci sono molti nodi da sciogliere e molte, molte contraddizioni. Ma non voglio entrare in questo punto, per carità! Anzi, grazie della risposta, sempre attenta e puntuale! :-)
    A presto!

    Simone

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