Da Leopardi all’LHC: quel che ci insegna oggi l’Astronomia

La più sublime, la più nobile, tra le fisiche scienze ella è, senza dubbio, l’Astronomia. L’uomo si innalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo, e giunge a conoscere la causa dei fenomeni più straordinari”. (Giacomo Leopardi – Storia dell’Astronomia) 

Sarebbe interessante capire che intendesse Leopardi con l’espressione “conoscere la causa dei fenomeni più straordinari”. Che alludesse all’astrologia o all’astromanzia? Probabile. Oppure che avesse già in mente quegli studi che il Fisico del Nuovo Millennio avrebbe compiuto indagando il comportamento delle stelle, buttando giù le equazioni in grado di descrivere perfettamente la loro nascita, la loro vita e persino la loro morte, in ogni singolo dettaglio?

Dallo studio delle stelle negli ultimi anni la nostra conoscenza ha dilato le dimensioni dell’Universo, ne sono nati strumenti di comunicazione e osservazione sempre più potenti e scoperte in vari settori delle scienze che forse, magari, non sarebbero mai avvenute. Guardando ciò che nel cielo risplende abbiamo scoperto, paradossalmente, che c’è pure molto altro che non brilla affatto e che non vediamo: è la materia oscura   

Rappresentazione al calcolatore di un buco nero

Rappresentazione al calcolatore di un buco nero

A proposito, amico lettore, lo sapevi che affinché una stella morente possa dare vita ad un Buco Nero occorre che la sua massa sia superiore al cosiddetto  Limite di Chandrasekhar?

Esso è pari a 1,44 volte la massa del Sole, ossia, in chilogrammi, un 3 seguito da 30 zeri.

 
Sembra che in questi giorni vada di moda sparare a zero sul nuovo esperimento del CERN, l’acceleratore di particelle LHC: colorare con toni apocalittici l’imminente fine del mondo è una notizia che riesce a riempire paginate di giornali, riviste e forum su internet in maniera sorprendente. Dite davvero che è possibile che si crei un buco nero da semplici particelle elementari che collidono?!? Le energie in gioco delle particelle (PARTICELLE!) accelerate si avvicinano a quelle in gioco all’inizio dell’Universo ma… le 1,44 masse solari?!? Abbiamo a disposizione, al più, una sola massa terrestre, pari a 6 x 10^24 Kg (un 6 seguito da 24 zeri). Dite che è proprio la stessa cosa? Mancano giusto giusto 6 zeri, 1 milioni di chili da reperire dal nulla… Sicuri sicuri che il buco nero nascerà?!?  
 

Torniamole a guardare le stelle, ma senza spasmi e testamenti da stilare. L’unica cosa da conservare davvero è lo stupore. Lo stesso che aveva Leopardi due secoli fa.

 

 

 

10 commenti su “Da Leopardi all’LHC: quel che ci insegna oggi l’Astronomia

  1. Non sapevo di quest’ultimo esperimento del LHC: cosa riguarda in particolare?
    Per quel poco che ci capisco, sono un pò scettico su mini-buchi neri: occorrerebbero condizioni così estreme che esistevano forse solo nei primi miliardesimi di secondo dell’Universo (forse!), ed anche se si formassero, ho la sensazione che non resisterebbero a lungo per via della radiazione di Hawking (o sbaglio?).
    Tu che sei più aggiornato qualche novità sulla materia oscura o sull’energia oscura?
    Ciao
    Emanuel

  2. Ciao Emanuel,
    LHC sta per Large Hadron Collider (Grande Acceleratore di Adroni, gli Adroni sono una delle due classi di particelle “elementari” che compongono la materia; metto “elementari” tra virgolette perchè gli adroni sono in realtà formati da altre particelle sub-atomiche: i quark. Sono degli adroni sia i protoni sia i neutroni. Gli elettroni, invece, che sono molto piu’ piccoli, appartengono ai leptoni, l’altra classe di particelle elementari).

    l’LHC sostituirà il vecchio LEP (acceleratore di leptoni) e riuscirà a raggiungere energie superiori visto che accelererà particelle più massive.

    Leggi qua per maggiori dettagli inerenti anche la discussione lanciata in questo post:
    http://www.sif.it/SIF/it/portal/news

    Andrea

  3. La gente non cambia, è la stessa che credeva nell’apocalisse dell’anno mille, nel blackout del duemila; basta saper parlare e divincolarsi bene fra calcoli e termini che non sono certo alla portata di tutti ed ecco il panico generale, o l’ammirazione, il potere. Il problema principale secondo me è un altro: di questa storia nessuno sa nulla, nessuno che non se ne sia interessato autonomamente… Il problema è l’informazione, Andrea, un sistema informativo che ci manipola come vuole, nel bene (pensa che sarebbe successo se il terrore-buco nero avesse raggiunto anche una sola nazione intera) e nel male (come non hanno detto nulla dell’esperimento, continuo a convincermi che potrebbero star zitti per un’eventuale eruzione del Vesuvio)… -C’è chi fa dell’informazione vera, non nego questo, ma pensa ai telegiornali ad esempio-
    Questo ovviamente non esclude il fatto che io abbia delle particolari idee su alcuni esperimenti fisici che potrebbero tranquillamente essere evitati, che spesso il genere umano sottovaluta le conseguenze delle sue “conquiste”…
    Ah, e sono convinta che Leopardi avesse già in mente tutto…
    A presto, Andrea, spero di essere stata chiara nel mio scrivere… sono un po’ assonnata =)

  4. Il problema sollevato da saruzzz sul fare “informazione vera” è attuale e verissimo. L’intervento di granello riky nel post successivo a questo ne è solo la conferma (grazie Riky per aver espresso i tuoi dubbi, sono convinto siano quelli di molta gente).

    Personalmente cerco di documentarmi leggendo più fonti possibili, confrontando le varie testate e variando i TG ascoltati.
    Per la parte scientifica consiglio Tutto Scienze della Stampa, oppure l’inserto del giovedì del Sole 24 Ore Nova’ 24, oppure Galileo, il giornale on line di scienza e problemi globali.

    Andrea

  5. una banale osservazione, forse inutile: i sei zeri mancanti vanno aggiunti alla sinistra del totale della massa necessaria, e non a destra. Perciò non bisogna trovare dal nulla altri 1.000.000 kilogrammi, ma 10 alla trentesima potenza meno dieci alla ventiquattresima potenza. Dovremmo essere ancora più tranquilli, allora. Posto che chi ha stabilito il limite sia esente da errori.
    Andrea.

  6. Benvenuto Andrea sul blog!
    E grazie per la puntualizzazione. E’ vero, non bisogna sottrarre gli esponenti come fosse una divisione (cosa che ho erroneamente fatto) ma sottrarre le masse nel loro complesso (ovviamente).
    Come da te rimarcato, la conclusione resta in ogni caso invariata.

    AM

  7. Pingback: Wikipedia & Scoutciclopedia « L’universo in clessidra

  8. Mi aguro che LHC ad aprile, come annunciato, riprenda a funzionare. Di cose belle ne verranno fuori di sicuro, non solo nel campo della fisica ma anche in quello della medicina. E su quest’ultimo fronte, siamo tutti coinvolti.
    Ciao, bravo Andrea!
    sabrina

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