NUCLEARE «NO» PERCHE «SI»

 

Uno dei tanti manifesti contro il Nucleare. Dicono che non conviene ma non dicono MAI il perche'...

 Torno ancora sul tema Nucleare per dire come in giro si legga davvero tanta ma proprio tanta dis-informazione. Sul Secolo XIX di oggi (giornale di Genova) capeggia un articolo dal titolo: 120 Scienziati contrari al Nucleare.


Vado a leggere l’articolo. Delle motivazioni reali non traspare manco una virgola, un numero. Le centrali non vanno bene. Perché? Perché si. Son più belli i pannelli fotovoltaici e risolveranno ogni problema. Sicuri sicuri? Sì. Perche? Perché sì. Le centrali nucleari sono lunghe da costruire, sono esteticamente brutte, sono costose, non hanno ancora risolto il problema delle scorie e mai lo risolveranno (!), parola degli “esperti”, cosi esperti da non citare manco uno straccio di numero su cui discutere, essere o non essere in accordo. Chi poi siano questi esperti non si sa, sono “scienziati”, magari gente laureata in campo scientifico ma che poi in ingegneria nucleare non ci ha mai messo le mani e ha una conoscenza poco più approfondita di quella di un cittadino quadratico medico che si affida alla pubblica informazione.

Ma quel che conta è essere contro le Centrali Nucleari e attaccare a prescindere. Perché? Perché sì.  

6 commenti su “NUCLEARE «NO» PERCHE «SI»

  1. Ciao FRAE, mi sento di rispondere con queste 3 linee guida:

    1. Si guarda intanto a che fa nella vita il nostro “esperto”. E’ un ingegnere nucleare o è un ingegnere elettronico? Progetta Centrali o progetta software per la ditta tal dei tali? Si occupa di tematiche energetiche o di far politica e di vendere il suo, di prodotto?
    In Italia siam tutti degli espertoni a portar acqua al nostro mulino…

    2. Si guarda ai numeri che cita. Sempre che li citi. E li si confronta con quelli di altri. Le basi di partenza di solito tornano (e se non tornano quelle allora sai già che fare del tuo “esperto”…) Di solito son poi i conti che tornano un po’ meno… Ma almeno facciamo quadrare le basi di partenza, no?

    3. Si guarda al buon senso che la persona usa. Gli estremismi li vedo sempre con diffidenza. Quando si parla di Energia (al pari dei grandi problemi che coinvolgono tutto il nostro pianeta, vedi inquinamento…) non esiste MAI la soluzione UNICA e SOLA che risolve tutto… diffida da chi parla in questi termini roboanti, che siano da bacchetta magica che risolve tutto o da catastrofismo totale… e diffida da SI’ “perché SI’”, e dal NO “perché NO”… L’ipse dixit funziona poco con la natura! :-)

  2. In una società che diviene sempre più restia a considerare la fatica un valore, non possiamo aspettarci nulla di buono.
    Esempi a bizeffe.
    Talk show televisivi dove persone che fanno di mestiere l’ospite televisivo discettano di tutto e magari l’ospite “esperto” viene subito etichettato come noioso solo perchè cerca di utilizzare le proprie conoscenze che svelano quanto complesse siano le questioni discusse.
    Formazione del consenso elettorale non basato sul confronto di IDEE e PROPOSTE (che quindi necessitano di approfondimento e studio) ma solo attraverso l’immagine “ben curata” del leader o l’utilizzo di parole semplici che determinano emozioni, per lo più primordiali.
    Scuola 1, dove le “mai dimenticate RICERCHE” degli studenti sono ora fatte attraverso internet e si limitano ad un copia incolla senza alcuno sforzo di riflessione (almeno alla mia età le enciclopedie erano diverse tra loro e quindi almeno le fonti diversificano i concetti riportati, generando una discussione fruttuosa).
    Scuola 2, dove il rapporto genitori insegnanti è degenerato ed ha visto l’annullamento del riconoscimento della professionalità dell’insegnante. Riconoscimento del valore della funzione “insegnamento” che faceva si che i miei genitori, nell’affrontare i conflitti studenti-insegnanti di allora, partissero dal riconoscimento delle ragioni degli insegnanti e, solo dopo, le mettevano in relazione con le esigenze di noi studenti. Ora avviene esattamente il contrario, si parte dalla ragione dei figli e poi si valutano le ragioni degli insegnanti.
    Eccetera Eccetera.

  3. Hai ragione fralau60, la scuola delle ricerche copia-incolla e dei figli “reucci” (ovvero piccoli “re”) è sempre più diffusa…

    Spetta alle persone di buona volontà fare del loro meglio per evitare l’appiattimento e non seguire il popolo bue…

    Andrea

  4. infatti una delle cose che più mi da fastidio dei NO è proprio il fatto che questi NO non sono mai supportati da numeri alla mano o da prove concrete (che in realtà ce ne sono anche, è giusto dirlo), ma il tutto si limita a 3/4 motivi riciclati da anni:
    – No perché Chernobyl insegna
    – No perché le scorie inquinano (e qui ci sarebbe tanto da ridire…)
    – No perché è vicino a casa mia
    – No perché sono un’ambientalista

    @Fralau60: mamma mia quanto è dannatamente vero quello che hai detto :)
    ne usciremo mai da questo andazzo?

  5. Pingback: E ora che faranno gli ampientalisti con il vulcano Islandese? « L'universo in clessidra

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